Ecco come il gelo ha influito sull’alimentazione degli italiani

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Che mangiare tanta frutta e verdura faccia bene, ormai è risaputo ma come va a finire quando nei supermercati o al mercato i prezzi sono stellari? Che si preferisce il surgelato o si rimpiazzano le preziosissime vitamine con proteine e carboidrati.

C’è anche questo tra i dannosissimi effetti dell’inflazione dovuta nei primi mesi dell’anno all’ondata di gelo. Passi per le zone colpite ma, dopo il freddo, praticamente tutti i frutti e gli ortaggi sul mercato hanno subito una vera e propria impennata con il risultato che il consumatore medio ha dirottato la sua scelta su altri e meno salutari articoli.

L’aumento dei prezzi ortofrutticoli a gennaio è consistente pure rispetto a dicembre con un rincaro del 14,6% anche se – spiega Coldiretti – nel mese di febbraio si sta registrando un rapido ritorno alla normalità nei mercati.

Con l’andamento dell’inflazione a gennaio sono stati stravolti i consumi alimentari degli italiani con un balzo negli acquisti del 14% di carne bovina, del 10% di salumi e dell’8% di carne di maiale. Ma ad aumentare è anche la presenza nel carrello dei prodotti a lunga conservazione come i surgelati, dal +14% per i vegetali a +11% per il pesce.

In salita pure i preparati per dolci (+30%), pure’ (+13%), brodi (6%) e legumi secchi (4%)”. Oltre che per via dei prezzi, inoltre, un clima più rigido porta inevitabilmente la gente a comprare e mangiare prodotti più calorici.

Con il freddo, infatti, è aumentata l’assunzione calorica giornaliera ed anche per questo si registra un significativo aumento del consumo di dolci come preparati per torte (+30%), cioccolatini (+16%) e miele (+13%) in contrasto con diete e mode alimentari.

C’è poi l’aspetto del maltempo che ha scoraggiato molti, soprattutto gli anziani, ad uscire per comprare prodotti freschi. Infine molti prodotti semplicemente sono scomparsi dagli scaffali a causa del pazzo tempi.

Dalla Puglia alla Basilicata, dalle Marche al Lazio, dall’Abruzzo al Molise, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania alla Sardegna sono decine di migliaia le aziende agricole che hanno perso le produzioni di ortaggi invernali prossimi alla raccolta, dai carciofi alle rape, dai cavolfiori alle cicorie, dai finocchi alle scarole, per effetto del gelo che ha bruciato le piantine.

Non solo i raccolti sono andati distrutti ma per via del maltempo, e dei conseguenti problemi di viabilità, sono anche saltate molte consegne di verdure. Gravi, infine, anche i danni che si sono verificati sugli agrumeti così come per i vigneti di uva da tavola che hanno ceduto sotto il peso della neve le cui conseguenze sul mercato potranno essere verificate solo nei prossimi mesi.

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