Cedric Herrou, il contadino che aiuta i migranti

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Fino a qualche tempo era un perfetto sconosciuto per tanti, oggi lo conoscono decisamente più persone perché è balzato agli onori, ahimè, della cronaca. Si tratta di Cédric Herrou, l’agricoltore 37enne francese della valle provenzale della Roya, al confine con l’Italia, che il prossimo 10 febbraio a Nizza finirà sotto processo con l’accusa di aver aiutato centinaia di migranti irregolari a oltrepassare il confine italo-francese.

All’inizio di tutta questa vicenda era stato arrestato con l’accusa di favoreggiamento, adesso in caso di condanna rischia di finire nuovamente in carcere e di dover pagare una multa salata. Ma lui continua a ripetere che ciò che ha fatto è stato soltanto un atto di umanità.

Cédric Herrou ha un’associazione che si chiama ‘Roya citoyenne’ con la quale fin dalla primavera dell’anno scorso si è dato da fare per offrire ospitalità e aiuto a decine di profughi, tra cui anche dei minori, che arrivano fin lì a piedi per sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine che respingono chi tenta di passare per Ventimiglia. E difatti alla valle della Roya ne arrivano molti di migranti, così come tanti sono i movimenti di solidarietà nati proprio come risposta alla decisione del governo francese di chiudere le frontiere con l’Italia.

Cédric Herrou non è affatto pentito o spaventato di quello che ha fatto e fa, non intende essere complice del silenzio e dell’inerzia e se un domani avrà dei figli sarà ben contento di dire loro da quale parte ha deciso di schierarsi. Adesso che è diventato famoso suo malgrado, il 37enne francese è spesso ospite di incontri e convegni sul delicato tema dell’immigrazione.

Di recente è stato anche a Cuneo per una serata organizzata da Costituente dei Beni comuni e Orizzonti di Pace dal titolo ‘Nessun uomo è clandestino’. Tanto era il pubblico presente che ha ascoltato con estrema attenzione e partecipazione la testimonianza di Herrou; alla fine si è deciso di raccogliere fondi per la sua associazione.

Alla serata, dove è intervenuto anche Renè Daon del comitato franco-italiano per la Cuneo-Ventimgilia-Nizza, erano presenti anche associazioni del posto che sostengono i profughi, a loro il francese si è raccomandato di stringere più contatti possibili e di scegliere un linguaggio capace di spiegare per bene la complessa vicenda umana delle migrazioni in atto.

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