A Piazza Affari inaugurato il segmento green

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Piazza Affari lancia il nuovo segmento dedicato ai green e social bonds, in modo da offrire agli investitori istituzionali e retail la possibilità di identificare gli strumenti i cui proventi verranno destinati al finanziamento di progetti con specifici benefici o impatti di natura ambientale o sociale.

È infatti da qualche giorno che è possibile trovare in negoziazione su ExtraMot Pro il primo green bond corporate quotato sui mercati di Borsa Italiana, un’obbligazione da 1,25 miliardi di euro emessa da Enel Finance International, con cedole annuali pari all’1% del valore nominale e scadenza fissata al 16 settembre 2024. Il bond è riservato a investitori istituzionali.

L’introduzione dei green bond sul mercato ExtraMot Pro di Borsa Italiana conferma il nostro impegno per la crescita della finanza sostenibile in Italia, ha dichiarato l’Amministratore delegato di Borsa Italiana Raffaele Jerusalmi. Il mercato dei green bond sta raggiungendo sempre nuovi traguardi, con oltre 80 miliardi di dollari raccolti nel 2016 a livello internazionale.

È ormai da qualche anno che si va rafforzando questo rapporto tra Borsa Italiana e la green economy, uno dei settori finanziari che meglio di tutti, a dispetto della crisi, riesce a colmare egregiamente i ritardi del passato.

L’economia green è un megatrend e da qualche mese lo sta diventando anche in Italia, ha recentemente affermato Anna Lambiase, amministratore delegato di VedoGreen, società del gruppo Ir Top che dal 2011 censisce l’Osservatorio green economy sui mercati dei capitali. Stiamo assistendo alla seconda ondata green, dopo che lo scorso decennio c’era stata la prima, collegata agli incentivi pubblici.

Il “fallimento del mercato” teorizzato alcuni anni fa aveva spinto infatti i passati governi a politiche di sussidio e incentivazione che hanno dato nel tempo notevole impulso a settori ecosostenibili, primo fra tutti quello delle energie rinnovabili. Anche https://www.borsamercato.com/ parla di questo trend economico in evoluzione.

Basta del resto scorrere la lista delle ultime quotazioni green per vedere la seconda generazione all’opera: Gala (energia), Gruppo Green Power (rinnovabili), Innovatec (efficienza energetica), Ki Group (prodotti bio), Te Wind (rinnovabili), Sacom (chimica verde), Enertronica (rinnovabili).

Tutte queste società sono fedeli al modello 20-20-20 dell’Ue, che mira entro il 2020 a ridurre i gas serra del 20%, alzare al 20% l’energia da fonti rinnovabili e portare al 20% i risparmi energetici. Un approccio del genere, per la minore correlazione ai combustibili fossili, si è rivelato perfetto per affrontare la crisi degli ultimi anni. Vedremo se Borsa Italiana saprà approfittarne fino in fondo.

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